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Giornalisti. Fnsi: il Consiglio nazionale approva la relazione di Franco Siddi per il rinnovo del contratto che scade nel marzo 2013: “La ricerca di nuove figure e di nuovi livelli professionali, capaci di rispondere alle mutate esigenze del mercato e dell’industria dell’editoria, il varo di una piattaforma contrattuale che guardi alle nuove forme ed espressioni editoriali integrate o multimediali, e prospetti l’inclusione a pieno titolo nella categoria di tutte le forme di giornalismo professionale, appaiono come i punti salienti ai quali ancorare il confronto con gli editori ai quali il sindacato lancia la sfida del futuro prossimo venturo”. La legge 416/81 va rivista. Lo Stato deve sostenere il sistema dell’industria editoriale e il welfare dei giornalisti
Roma, 20 dicembre 2012. ”Il Consiglio Nazionale, riunitosi a Roma il 19-12-2012, sentita la relazione del segretario generale Franco Siddi, la approva. Dal dibattito sulle diverse realta’ editoriali e professionali - facendo seguito a quanto emerso dalla Conferenza nazionale dei comitati e fiduciari di redazione riunitasi a Fiuggi il 15 novembre scorso - sono emersi alcuni punti sui quali, nei prossimi mesi, la segreteria e la Giunta della Fnsi si impegneranno per poi predisporre, con l’ausilio della commissione contratto, la piattaforma per il rinnovo del Cnlg”. Lo afferma una nota della Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) che aggiunge: ”In questo contesto, il Cn da mandato alla Giunta di aprire il confronto con gli editori sui temi contrattuali nell’ambito di una forte e innovativa dialettica con la controparte editoriale”. ”Nel quadro del mutato panorama dell’informazione, il sindacato -prosegue la nota- si fara’ promotore di un’azione di collegamento con gli altri enti della categoria, con particolare riguardo a Inpgi e Casagit, che permetta di porre sul tavolo con nuova forza propositiva le linee di un progetto complessivo, finalizzato al superamento dell’attuale situazione di drammatica crisi, indicandone le possibilita’ di superamento. Pertanto, la ricerca di nuove figure e di nuovi livelli professionali, capaci di rispondere alle mutate esigenze del mercato e dell’industria dell’editoria, il varo di una piattaforma contrattuale che guardi alle nuove forme ed espressioni editoriali integrate o multimediali, e prospetti l’inclusione a pieno titolo nella categoria di tutte le forme di giornalismo professionale, appaiono come i punti salienti ai quali ancorare il confronto con gli editori ai quali il sindacato lancia la sfida del futuro prossimo venturo”. ”Il moltiplicarsi a dismisura del ricorso agli stati di crisi e all’attivazione degli ammortizzatori sociali impone una non piu’ rinviabile rivisitazione della legge 416. In questo contesto rientra la definizione di limiti piu’ selettivi nel ricorso al prepensionamento, modificandone i criteri oggi previsti, innalzando i limiti di eta’ e prevedendo ulteriori ipotesi di intervento per conciliare un’uscita graduale dei colleghi dalla professione con il contestuale inserimento di nuova occupazione professionalizzata e contrattualmente garantita”. ”Nel contesto di un ormai inevitabile ampliamento del perimetro della professione e delle figure contrattuali e’ necessario operare per l’inserimento dei collaboratori free lance e dei precari (con caratteristiche professionali di impegno e di reddito) all’interno del lavoro regolamentato soprattutto dal punto di vista previdenziale. E su questo specifico argomento -sottolinea la nota- dovra’ proseguire ed essere ulteriormente approfondito il confronto in atto all’interno della commissione paritetica Fnsi-Fieg sul lavoro autonomo. Non puo’ restare fuori da questo ragionamento l’avvio di un confronto con la Rai per la definizione delle figure giornalistiche delle reti che oggi lavorano al di fuori dal contratto e che rappresentano una parte importante della categoria che purtroppo resta fuori dalle garanzie di contratto e previdenziali”. ”Infine, il Consiglio nazionale rinnova la forte richiesta di un intervento articolato e complessivo dello Stato a sostegno del sistema dell’industria editoriale e del welfare dei giornalisti che altrimenti -conclude la nota- rischiano di venire travolti da una crisi senza precedenti”. (ASCA)
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