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PASSAPAROLA!
PETIZIONE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO
Lascino in pace i pensionati, che attendono, tutti, la rivalutazione dei loro assegni. Questo è un diritto costituzionale disatteso nonostante i moniti della Consulta.


 


PETIZIONE lanciata da Franco Abruzzo su Change.org in difesa delle pensioni di oggi e  di domani.


Lo Stato deve mantenere i patti. I pensionati di oggi hanno versato all'Inps e alle Casse ieri, tramite le imprese, contributi del 33% sui loro stipendi e hanno pagato tasse pari al 43,5%. Hanno già dato. Hanno fatto sacrifici in  questi anni, come ha scritto il Corriere della Sera, per 93 miliardi, salvando la Nazione dalla bancarotta. Ora basta! Per far cassa lo Stato dia la caccia  ai patrimoni (almeno 700 miliardi) degli evasori e dei mafiosi e incassi le cartelle esattoriali già notificate per 700 miliardi!


Franco Abruzzo presidente dell’Unione nazionale pensionati per l'Italia (fabruzzo39@yahoo.it  - cell 3461454018)


Per firmare la petizione clicca qui sotto


http://www.change.org/it/petizioni/al-parlamento-e-al-governo-lascino-in-pace-i-pensionati-che-attendono-tutti-la-rivalutazione-dei-loro-assegni-questo-%C3%A8-un-diritto-costituzionale-disatteso-nonostante-i-moniti-della-consulta


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.Tutte le più recenti vicende in tema di pensioni sono in  http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12436


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Riflessione sulla mancata perequazione delle pensioni dopo la sentenza del Tribunale di Palermo che ha sollevato la questione di legittimità alla Consulta sulle norme del Governo Monti che bloccano per il 2012 e il 2013  la rivalutazione degli assegni.


Sono sempre più convinto che l'illegittimità è nel trattamento (discriminatorio e di disfavore) nei confronti dei soli pensionati, mentre l'intervento riparatore della illegittimità costituzionale deve consistere nella "soppressione caducatoria" della limitazione ai soli trattamenti pensionistici, ma esteso a tutte le posizioni di reddito oltre una certa somma. Questo vale anche in relazione a prospettati futuri interventi. Ma soprattutto la misura non può essere assunta attraverso una riduzione di pensione già maturata e liquidata in misura corrispondente ai contributi versati, perché questa pensione è stata determinata in base ad un corrispettivo versato, come vera e propria controprestazione. Il legislatore, invece, deve ritenersi non vincolato a mantenere per il futuro benefici non più giustificabili (dalla situazione economica e finanziaria) di pensioni liquidate in manifesta assenza di contribuzione proporzionale, ma come vero e proprio beneficio elargitore, per il solo fatto di avere versato limitatissimi contributi per solo qualche anno di prestazioni effettive. (Franco Abruzzo)


……………….


Pubblichiamo il testo completo della sentenza con la quale la sezione Lavoro del Tribunale di Palermo ha rimesso alla Corte Costituzionale l'esame della questione di legittimità costituzionale delle norme volute dal Governo Monti nella parte in cui hanno decretato il blocco della perequazione automatica delle pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo Inps per il biennio 2012/2013. Le norme (fissate nel dl 201/2011) violano sei articoli (2,3,23,36,38 e 53) della Carta fondamentale. Franco Abruzzo: “Questa sentenza è un monito al Governo Letta/Alfano che sta per imboccare la via perdente del prelievo sulle pensioni già bocciato dalla Consulta con la sentenza 116/2013 e del diniego per tre anni della perequazione delle pensioni superiori ai 3mila euro lordi (1800 netti) al mese”. – IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=13203


 


 


 


 


 


 


 





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