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PENSIONI. LE MINACCE DEI TAGLI DI TITO BOERI. UNPIT SCRIVE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MATTEO RENZI: “E' VERGOGNOSO, SIGNOR PRESIDENTE, CHE QUEI POLITICI E QUEGLI AMMINISTRATORI CHE INVESTONO GRAN PARTE DEL LORO IMPEGNO NEL CERCARE DI TOGLIERE AI PENSIONATI UNA COSPICUA PARTE DEI FRUTTI DI QUANTO ESSI HANNO COSTRUITO DURANTE LA LORO VITA LAVORATIVA, NON SI SIANO FATTI SCRUPOLO, PUR DI RAGGIUNGERE I LORO OBIETTIVI, DI METTERE I FIGLI CONTRO I GENITORI E I NIPOTI CONTRO I NONNI”.


Ill.mo Presidente del Consiglio dei Ministri


Dott. Matteo Renzi


Palazzo Chigi - Roma


matteo@governo.it, centromessaggi@governo.it 



Una "civiltà" è tale  "se c'è attenzione per l'anziano, se c'è posto per lui. E questa società andrà avanti se rispetta la saggezza, la sapienza. Ma se per gli anziani non c'è posto, se sono scartati, perché creano problemi, la società porta con sé il virus della morte".


Papa Francesco - Udienza generale dedicata agli anziani - Roma 4 marzo 2015






Signor Presidente, i Cittadini  che sono  in pensione  dopo 35/40 anni di lavoro, di tasse e di contributi versati  si rivolgono a Lei per chiederLe  una cosa che  in un  qualsiasi  Paese  civile sarebbe scontata ma che purtroppo scontata non è  nella nostra amatissima e civilissima  Italia: il diritto a non essere tormentati quotidianamente da politici ed amministratori  perennemente alla ricerca  di sanare i conti pubblici senza andare a toccare i poteri forti, le caste e i relativi privilegi. 


Questo continuo attacco alla popolazione più anziana e debole, che peraltro rappresenta per figli e nipoti l'ultimo vero welfare rimasto, è talmente evidente che il Papa in persona ha sentito la necessità  di pronunciare le parole che abbiamo riportato in apertura di questa lettera.


E' vergognoso, Signor Presidente, che quei politici e quegli amministratori  che investono  gran parte del loro impegno nel cercare di togliere ai pensionati una cospicua parte dei frutti di quanto essi hanno costruito durante la loro vita lavorativa,  non si siano fatti scrupolo, pur di raggiungere i loro obiettivi,  di mettere i figli contro i genitori e  i nipoti contro i nonni.


Mai da parte di quei signori anche il più piccolo accenno a ridurre i propri emolumenti, i propri vitalizi e i  privilegi di ogni genere, spesso assurdi e fuori dal tempo come quelli che assicurano il  mantenimento vita natural durante di sedi, scorte ed auto  a chi pro tempore ha ricoperto incarichi politici di alto livello.


Se la Patria ha bisogno nessuno si tira indietro, Signor Presidente, ma prima di arrivare a chiedere soldi  agli anziani, alla parte debole della popolazione,  si abbia il coraggio di prenderli dal malaffare,  dalla corruzione, dall'evasione e dall'elusione fiscale, dagli sprechi di ogni genere, dall'eliminazione degli enti inutili e delle consulenze inutili,  dai privilegi assurdi che frotte di governanti si sono autoapprovati  negli anni, quasi sempre con votazioni all'unanimità mentre negli show tv  "litigavano" sulle cose che riguardavano gli altri cittadini, quelli non appartenenti alle varie caste.


E, sempre se la Patria ha bisogno, Signor Presidente, perché a decurtare i propri emolumenti dovrebbero essere solo i pensionati, come chiedono quei politici e quegli amministratori,  e non tutti i cittadini, compresi dunque anche coloro che pensionati non sono? La Costituzione  (artt. 3 e 53) non è forse molto chiara in tal senso?


Signor Presidente, da un po’ di tempo persone del Suo Governo e persone da Lei  volute in posti di grande responsabilità nell'amministrazione pubblica,  se ne escono ormai quasi quotidianamente  in dichiarazioni che hanno tutte un comune denominatore: trovare il modo di ridurre ulteriormente le pensioni in essere.  Non contenti evidentemente del fatto che queste hanno già perso il 33% del loro potere d'acquisto negli ultimi anni a causa dei vari  blocchi della perequazione, dei prelievi di solidarietà e dei tetti  al superamento di certi importi messi lì apposta per venire incontro ai meno abbienti.


Qualche mese fa Lei tranquillizzò i Cittadini in pensione affermando che "i soldi che servono allo Stato  devono essere recuperati    dove ancora nessuno è andato, che a pagare ora devono essere altri e non più chi ha già dato". 


Forse quei Suoi collaboratori non sentirono quelle  Sue affermazioni. Le saremmo dunque molto grati, Signor Presidente, se Lei le ripetesse pubblicamente a loro e a tutti noi anziani.


La ringraziamo.


Il Movimento Unione Nazionale Pensionati per l'Italia (Unpit) a nome di tutti i Cittadini in pensione che si riconoscono in questo appello.


www.unpit.it  - info@unpit.it



 



 



 



 



 



 



 



 



 






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