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Stampa

Paola Caruso interrompe
lo sciopero della fame
e viene ricevuta dal
direttore del Corriere della Sera
Ferruccio de Bortoli. Tornerà
a lavorare in via Solferino.

Milano, 17 novembre 2010. Paola Caruso ha interrotto lo sciopero della fame ed è stata ricevuta dal direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli. Tornerà a lavorare in via Solferino. Ed ecco i due documenti che raccontano le ultime ore della protesta della giornalista precaria:


 


17/11/20010 (ore 16, 30): Paola Caruso viene ricevuta dal direttore De Bortoli (in http://paolacars.tumblr.com)


Corriere della Sera, ore 16,30. Varco la porta di via Solferino e mi sembra quasi strano. Non mi reggo in piedi. Paradossalmente oggi che ho ripreso a mangiare sto peggio di ieri. Alla reception aspetto di salire in direzione. Ho un incontro con il direttore a cui partecipano anche il condirettore e il direttore delle risorse umane. La prima domanda è ovvia: “Come stai?”. E poi si inizia a parlare della vicenda con toni cordiali, quasi affettuosi.


Non sono qui per una trattativa, ma per un chiarimento su tutta la vicenda. Mi scuso subito per le tante mail di insulti arrivate al direttore: la critica è una cosa, l’offesa un’altra. “Ho risposto a tutti – spiega Ferruccio de Bortoli -. Sono passato per uno che non sostiene i giovani e non così. Ma ho le spalle larghe”.


Abbiamo molte cose da chiarire: dai motivi della protesta alla preoccupazione dei colleghi per la mia salute, dallo stato di crisi del giornale alle mie aspirazioni reali/illuse/disilluse. Cerco di leggere tra le righe, ma faccio fatica perché il mio mezzo neurone rimasto attivo incomincia a vacillare. So che i colleghi mi sono vicini: i loro messaggi di questi giorni mi hanno dato grande conforto. So che amo sempre mamma Rcs, anche se al momento mi considero una figliastra.


E adesso cosa succede? Succede che ho un contratto e posso tornare a lavorare appena mi sarò ristabilita. Nessuna promessa, ma l’assicurazione che chi merita prima o poi fa carriera. Fa davvero carriera. “Insomma, mi perdonate?” dico quasi scherzando. De Bortoli sorride, mi stringe la mano e mi saluta.


Per chi non avesse capito: la penultima frase era una battuta.


Postato 4 ore fa  (ore 20 del 17/11/2010)


 


17/11/2010 - Quinto giorno: Paola Caruso interrompe la protesta (in http://paolacars.tumblr.com)


Sciopero della fame, quinto giorno. Fine. Oggi interrompo la protesta. Quello che ho potuto fare l’ho fatto. Ho raggiunto il mio obbiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica, almeno per quanto riguarda la Rete e gli organi legati all’editoria. Anche se la maggior parte della stampa tradizionale mi ha ignorata, nonostante i lanci di agenzia. Chissà perché?


Adesso è arrivato il momento di andare avanti con altri mezzi e strategie diverse per far discutere di precariato. Bisogna portare a casa risultati. Come? Rivoluzionare il sistema mi pare arduo, ma si può tentare di cambiare le regole, di dare più serenità ai precari, di garantire a tutti un lavoro dal valore monetario adeguato e  sufficiente a pagare affitto e mantenimento, senza l’aiuto della famiglia.


Purtroppo precarietà non significa flessibilità. All’estero un lavoratore flessibile ha uno stipendio superiore a quello di un dipendente a contratto a tempo indeterminato, almeno per quello che ne so. Questo permette ai flessibili di tutelarsi a proprie spese, non potendo usufruire delle tutele aziendali.


Desidero continuare a battermi sul tema, confrontandomi con chi ha il potere di garantire cambiamenti concreti. Se la mia storia diventa un esempio e spinge le istituzioni a evitare altri comportamenti del genere, avrò vinto la mia battaglia. La prima battaglia, sia chiaro. La prospettiva è di vincere la guerra.


A questo punto propongo alla Rete di cambiare l’hashtag, da #iosonopaola a #iosonoprecario e invito la blogosfera a raccontare le tante esperienze di precariato. Diamo voce a tutti. Date voce a tutti. Alle storie, alle  preoccupazioni, alle frustrazioni e ai rospi mandati giù. Anche in forma anonima. In modo che se ne parli e il problema venga a galla in maniera consistente e continua. Meglio senza sciopero della fame che vi assicuro è una forma di protesta devastante per il fisico e la mente. Parola mia.


Grazie agli amici e a tutti quelli che, pur non conoscendomi, mi hanno sostenuta. Grazie, grazie, grazie.


Postato 12 ore fa  (ore 12 del 17/11/2010)


 


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Leggi tutto in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5780


GIORNALISTI:


precaria del Corsera annuncia sciopero della fame. De Bortoli:


"Non c'è fondamento, non ci sono state assunzioni".


16/11: lo sciopero prosegue. La Fnsi si sveglia dal torpore.


Il diario dello sciopero (4 giorni).


FRANCO ABRUZZO: “E’ una protesta nuova, che avrà un seguito anche in altre testate, dove i collaboratori sono sfruttati e offesi nella loro dignità di cittadini e lavoratori. L’inerzia del sindacato, che dura da anni, ha acuito i problemi e può spingere a forme proteste originali e anche di rottura”. Il Cdr ha reso noto di aver chiesto un incontro urgente con la direzione per discutere la vicenda.


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