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20+1 DIRITTI PER L'INFANZIA.
La situazione di bambini
e adolescenti nella fotografia
di Telefono Azzurro.
Bisogni, tendenze
e nuovi allarmi a 21 anni
dalla Convenzione Onu

Roma, 18 novembre 2010. Sempre più soli, bisognosi di parlare con qualcuno, vittime di abusi o di violenze di ogni tipo: sono i bambini e gli adolescenti italiani secondo SOS Telefono Azzurro Onlus, che dal 1987 si batte affinché gli enunciati della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza divengano realtà concreta.


Crescita esponenziale per il “bisogno di parlare con qualcuno”, sintomo di un malessere generale della società: lo denuncia ben il 38% dei minori entrati in contatto con le linee telefoniche dell’Associazione negli ultimi 5 anni. Nel 2005 la percentuale si assestava al 5,3%.


In aumento la solitudine, più che raddoppiata tra i piccoli: se nel 2005 si era al 3,3%, a cinque anni di distanza si giunge all’8,5%.


«I dati che abbiamo rilevato nel corso della nostra attività – spiega il Presidente di SOS Telefono Azzurro Onlus Ernesto Caffo – sono allarmanti. Da un lato, il risultato della disgregazione sociale, che accentua il sentimento di depauperazione familiare. Dall’altro, i rischi connessi ad una incauta esposizione dei minori verso l’esterno attraverso il web e i social network».


Negli ultimi 10 anni il Telefono Azzurro ha gestito 43252 casi relativi a bambini e adolescenti. Considerando il numero totale dei minori, ciò significa che 1 bambino su 200 ha chiamato il Telefono Azzurro per chiedere aiuto. Tra loro, ben 14772 hanno riferito episodi di violenza.


«Cifre più che allarmanti – aggiunge Ernesto Caffo – se riflettiamo sul fatto che queste sono solamente le situazioni che il telefono Azzurro ha intercettato, ma che rischiano di non rispecchiare la totalità del problema: è logico supporre che esista un vero e proprio sommerso di disagio e violenza inascoltati».


Il bullismo raddoppia tra il 2000 ed il 2010: dall’8% al 16%, e in costante crescita anche tutti quei fenomeni classificabili come “cyber bullismo”: l’invio di foto o video minacciosi, invio di informazioni false e l’esclusione intenzionale dai gruppi online.


«Occorre riflettere sulla condizione di solitudine di bambini e adolescenti – prosegue Caffo – e  comprendere che essa rappresenta un segnale troppo spesso trascurato, che si traduce in forme di disagio e di emergenza come quelle che quotidianamente affrontiamo nel nostro lavoro».


«Il web può essere un elemento minaccioso – prosegue il Presidente Caffo – con i social network che diventano luoghi di adescamento e perfino di invio di materiale pedopornografico da parte dei minori stessi, in cambio di piccole ricompense. Ma con un utilizzo corretto è la rete internet ad offrire un valido mezzo di contatto con bambini e adolescenti per la prevenzione dei fenomeni di abuso».


In quest’ottica il Telefono Azzurro presenta un nuovo servizio di consulenza via chat, disponibile sul sito www.azzurro.it, che sarà attivo ogni giorno a partire dal 6 dicembre.


«È necessario – conclude il Presidente Caffo – che sempre più si diffonda il concetto di responsabilità sociale. Il Telefono Azzurro ha un grande ruolo nella gestione delle emergenze, ma la chiave per dare una risposta efficace ai bisogni dei minori è la prevenzione».


L’impegno dell’Associazione prosegue il prossimo fine settimana: il 20 e 21 novembre in oltre 1500 piazze italiane tornano le candele di Telefono Azzurro con la tradizionale campagna “Accendi l’Azzurro”. Un’occasione per tutti per contribuire alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza.


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