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Rcs Media Group: il CdA
dà l’ok al piano triennale.

ANTONIO PERRICONE:
“Non possiamo oggi
prevedere di escludere
eventuali altri piani di crisi”.
Sei note critiche dal CdR.
CdR Gazzetta dello Sport:
"Noi, i parenti poveri".

Perricone ha aggiunto: “Rcs MediaGroup su chiaro mandato del consiglio di amministrazione odierno, cercherà una forte e inequivocabile inversione di tendenza nelle testate con marginalità negativa già dal 2011 e se questo non fosse possibile «è impensabile che si continui cosi”. I ricavi da attività digitali e multimediali in aumento del 20,8%. RICAVI NEL 2013 A 2,45 MILIARDI. Ebitda in miglioramento: 296 milioni. Cooptati in cda Giuseppe Rotelli e Roland Berger. Il nuovo piano triennale conferma “l’orientamento di addivenire a dismissioni in tutto o in parte di attività o cespiti ritenuti, anche in relazione all’andamento di mercato, non strategici” e anche eventuali “altre forme di valorizzazione degli stessi”, pur senza indicare date.

di www.corriere.it


MILANO - Il cda di Rcs MediaGroup ha approvato il piano triennale 2011-2013 che prevede ricavi di gruppo in crescita da 2.259 milioni nel 2010 a 2.453 milioni nel 2013 e Ebitda (magine operativo) in miglioramento da 197 milioni nel 2010 a 296 milioni nel 2013. La nota del gruppo editoriale che pubblica, tra l'altro, Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport, precisa che stima ricavi da business tradizionale sostanzialmente stabili e quelli da attività digitali e multimediali in aumento del 20,8%. Per i ricavi il «Cagr» (ovvero il tasso di crescita annuale composto, Compound Annual Growth Rate) è prevista al 2,8% ,mente per l'Ebitda il «Cagr» è visto al 14,5% con una redditività che passa dall'8,7% del 2010 al 12% del 2013, anche per il proseguimento delle azioni di efficienza. Il gruppo editoriale prevede per il triennio una generazione di flusso di cassa ante investimenti di circa 530 milioni, mentre gli investimenti ammontano a circa 160 milioni. Il debito si ridurrà a 677 da 979 milioni, senza considerare il contributo derivante da eventuali dismissioni.


LO SCENARIO - L'azienda editoriale, in uno scenario contrassegnato da una fase recessiva globale, prevede di far crescere le opportunità di sviluppo dei ricavi da attività digitali mentre permane la contrazione dei mercati dei media tradizionali, con l'eccezione dell'area libri. L'andamento della raccolta pubblicitaria dei business tradizionali è in parte compensato dalla crescita sui mezzi digitali. Le previsioni elaborate da Rcs sull'evoluzione attesa per il mercato pubblicitario dal 2011 al 2013 stimano in Italia una situazione di stabilità per i quotidiani, un -4% per i periodici e un +15,3% per l'on-line, mentre in Spagna un +3% per i quotidiani, un +18,9% per l'online e un +4,9% per la tv free-to-air. Il piano, precisa la nota, non comprende gli effetti di eventuali revisioni di perimetro. Il consiglio «peraltro ha confermato l'orientamento di addivenire a dismissioni in tutto o in parte di attività o cespiti ritenuti - anche in relazione all'andamento di mercato - non strategici, o comunque ad altre forme di valorizzazione degli stessi», si legge nel comunicato. «Continua al riguardo, anche con riferimento a Dada, il lavoro di monitoraggio del mercato affidato - come noto - ad un primario advisor finanziario». Il cda ha anche cooptato in consiglio Giuseppe Rotelli e Roland Berger.


ASSET NON STRATEGICI - Il cda di Rcs ha confermato nel piano 2011-2013 «l’orientamento di addivenire a dismissioni in tutto o in parte di attività o cespiti ritenuti, anche in relazione all’andamento del mercato, non strategici, o comunque ad altre forme di valorizzazione degli stessi». Continua - si legge nella nota diffusa dopo la riunione del board - «anche con riferimento a Dada, il lavoro di monitoraggio del mercato affidato ad un primario advisor finanziario».


PERRICONE - «Il piano triennale Rcs MediaGroup tiene conto dell'ipotesi di distribuire un dividendo a partire dal 2011», ha detto l'amministratore delegato Antonello Perricone nel corso della presentazione agli analisti. «I nostri azionisti ovviamente si attendono una remunerazione del capitale che hanno investito - ha aggiunto -. È già qualche tempo che non si è potuto distribuire dividendi. Nel piano che abbiamo presentato è compresa la distribuzione dividendi a valere dall'anno 2011 e 2012, per un importo complessivo di 75 milioni. Naturalmente la politica di dividendi sarà decisione del consiglio. Tutto questo è reso possibile da un piano che non prevede operazioni straordinarie, che laddove ci fossero potrebbero contribuire a migliorare il risultato di esercizio».


www.corriere.it - Redazione online -17 dicembre 2010


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RCS: PIANO CONFERMA ORIENTAMENTO A CESSIONI ASSETS NON STRATEGICI


Milano, 17 dicembre 2010.  Il nuovo piano triennale 2011-2013 di Rcs Mediagroup conferma “l’orientamento di addivenire a dismissioni in tutto o in parte di attività o cespiti ritenuti, anche in relazione all’andamento di mercato, non strategici” e anche eventuali “altre forme di valorizzazione degli stessi”, pur senza indicare date. Lo spiega la società in un comunicato, in cui si legge che, a tal proposito, “continua, anche con riferimento a Dada, il lavoro di monitoraggio del mercato affidato a un primario advisor finanziario”. Non vengono invece nominati i periodici, nei mesi scorsi spesso al centro di indiscrezioni di stampa che ne avevano più volte immaginato una cessione, nel cui ambito era stata tirata in ballo anche la Mondadori. Sulla divisione, invece, il piano parla, sia per quanto riguarda l’Italia che l’estero, di “concentrazione sui ‘verticali periodici’, con una focalizzazione e rafforzamento web e tv del ’sistema femminile’, che dovrebbe prevedere un restyling di Amica, uno sviluppo del ’sistema arredamento’, con il restyling di Bravacasa e del ’sistema viaggi’, con un rafforzamento di Dove. Punta invece alla crescita il ’sistema infanzia’, specialmente attraverso i ricavi digitali e uno sviluppo internazionale, mentre dovrebbero recuperare marginalità i ‘familiar’, attraverso lo sviluppo del ’sistema Oggi’. Grazie anche a ulteriori azioni di efficientamento sui costi e a una semplificazione societaria, l’Ebitda del comparto è stimato in crescita dall’1,9% del 2010 al 6,3% nel 2013. (AGI)


RCS: PIANO, IN 2013 RICAVI A 2.453 MLN, DEBITO IN CALO A 677 MLN


Milano, 17 dicembre 2010. Il cda di Rcs Mediagroup ha approvato il piano industriale 2011-2013, che prevede ricavi in crescita da 2.259 milioni a 2.453 e una riduzione del debito da 979 a 677 milioni senza considerare eventuali dismissioni. Nei tre anni il gruppo genererà un flusso di cassa ante investimenti per circa 530 milioni e gli investimenti ammonteranno a circa 160 milioni. (AGI)


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RCS. PERRICONE: NON SI POSSONO ESCLUDERE ALTRI STATI DI CRISI


Milano, 17 dicembre 2010. Nel gruppo Rcs “non possiamo oggi prevedere di escludere eventuali altri piani» di crisi”. Lo ha detto l'ad di Rcs Mediagroup, Antonio Perricone, nel corso della presentazione del piano triennale al 2013. Perricone ha poi precisato che «oggi non prevediamo altri stati di crisi». L'ad del gruppo editoriale ha ricordato che al momento «sono in corso alcuni piani di prepensionamento, concordati con i sindacati, che non si sono ancora conclusi. Aspettiamo la conclusione di questi piani». (Adnkronos)  


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RCS. PERRICONE: RICHIESTA REDDITIVITÀ DA TUTTE LE TESTATE.


Milano, 17 dicembre 2010. Rcs MediaGroup «su chiaro mandato del consiglio di amministrazione» odierno, cercherà «una forte e inequivocabile inversione di tendenza» nelle testate con marginalità negativa già dal 2011 e se questo non fosse possibile «è impensabile che si continui cosi». Lo ha detto l'amministratore delegato Antonello Perricone. (ANSA).


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CdR della Gazzetta: “Noi, i parenti poveri”


Milano, 17 dicembre 2010


All’Amministratore Delegato e Direttore Generale Antonello Perricone


Al Presidente Piergaetano Marchetti


Al Direttore Generale Quotidiani Giulio Lattanzi


E p.c. al Responsabile Personale Vito Ribaudo


 


Il cdr della Gazzetta dello Sport, letti i contenuti del comunicato stampa diffuso da Rcs Mediagroup a riguardo del piano triennale approvato dal Consiglio di Amministrazione, esprime profonda delusione e profonda insoddisfazione per i riferimenti alla nostra testata in esso contenuti.


Al di là delle indicazioni estremamente generiche riguardanti le direttrici strategiche generali, parzialmente contraddette da quella che è invece, al momento, la nostra esperienza “sul campo”, nel dettaglio alla Gazzetta dello Sport è dedicata poco più di una sola riga. Vi si pone come obiettivi del triennio “l’ulteriore sviluppo di ricavi non editoriali”, oltre al consolidamento di una leadership che nei decenni non è peraltro mai stata in discussione.


Mentre per il Corriere della Sera si annunciano investimenti mirati e continuativi, per il quotidiano al quale dedichiamo il nostro lavoro, fornendo da sempre la massima disponibilità per svilupparne tutte le potenzialità senza alcuna preclusione, non solo non si annuncia l’intenzione di investire per metterci nelle condizioni di incrementarne, ulteriormente e doverosamente, contenuti e qualità, ma addirittura si esplicita che ciò che si vuole è ottenere ricavi non dal giornale stesso, quanto piuttosto dalla sua capacità di farsi veicolo per promuovere “altro”. Cosa che, come abbiamo dimostrato nei fatti, non disprezziamo e che anzi sappiamo bene essere divenuta parte integrante dell’equilibrio economico della testata. Ma che si regge proprio ed esclusivamente sulla capacità del giornale di essere sempre il meglio che un lettore può trovare in edicola o on line.


Soltanto ponendo sempre al centro dell’attenzione, e quindi anche degli investimenti, la qualità del nostro quotidiano, si potranno garantire nel tempo risultati economici all’intero mondo legato alla Gazzetta dello Sport.


Distinti saluti


 


Il cdr della Gazzetta dello Sport


Nicola Berardino


Francesco Ceniti


Mirko Graziano


Alessandro Filippini


Domenico Malfitano


 


 


 


 


Le sei note critiche del Cdr del Corriere della Sera


(documento pubblicato il 17/12/2010)


 


Oggi pomeriggio la Rcs Mediagroup presenterà il suo Piano strategico 2011-2013. In vista di questo importante appuntamento, i giornalisti del Corriere della Sera sottolineano quanto segue:


1) Da novembre 2009 la redazione sta pagando le pesanti conseguenze di uno stato di crisi causato prevalentemente da investimenti aziendali sbagliati. Nell’aprile 2007 Rcs Mediagroup acquistò Recoletos, oltre a Namesco, Digicast, il 49% di Blei e il 12,86 del Gruppo Finelco. Fino a quel momento l’indebitamento del gruppo era stato contenuto: la posizione finanziaria nel 2006 era  positiva per  5,7 milioni di euro, dopo l’operazione spagnola nel 2007 sprofondò a  un indebitamento di 1.076,6 milioni, con oneri finanziari per 22,5 milioni. Al settembre 2010 l’indebitamento resta elevato: a 1.035,3 milioni, con oneri finanziari per 21,6 milioni. Intanto l’area dei quotidiani spagnoli ha visto crollare il proprio risultato operativo a -26,5 milioni nel 2009 per poi risalire faticosamente a 0,8 milioni nel 2010, rispetto al risultato positivo per 65,7 registrato nel settembre scorso dai Quotidiani italiani. Quindi, anche in un periodo di recessione, il Corriere della Sera (insieme con la Gazzetta dello Sport) si conferma la gallina dalle uova d'oro di tutto il gruppo. Mentre le perdite causate dall’operazione Recoletos appaiono ormai ad un  livello tale da richiedere alla proprietà un aumento di capitale e/o ingenti dismissioni.


2)        La ristrutturazione ha comportato la perdita di posti di lavoro, con il conseguente forte aumento dei carichi lavorativi per chi è rimasto, e un considerevole taglio delle retribuzioni dei redattori.


3) Due mesi e mezzo fa, Azienda e Direzione hanno tentato di imporre alla redazione ulteriori sacrifici economici associati alla richiesta di un nuovo incremento “produttivo” legato alla multimedialità (una materia sulla quale da quattro anni i giornalisti del Corriere chiedono, invano, investimenti e impulsi). Insomma: ancora più lavoro, in cambio di ancora meno denaro, senza neppure un preciso piano editoriale.


4) Come non bastasse, Azienda e Direzione hanno tentato di imporre la cancellazione dell’importante tutela contro i trasferimenti coatti dei giornalisti: arma fondamentale contro possibili azioni di mobbing; ma anche strumento indispensabile alla professionalità e alla libertà di espressione e di stampa; oltre che evidente caposaldo della credibilità e della qualità dell’informazione del Corriere della Sera.


5) Infine, ma non per ordine di importanza, Azienda e Direzione hanno tentato di imporre che la redazione concordasse sull’applicazione di contratti “discriminati” (niente integrativi, niente premio di produzione) per i nuovi assunti, cioè per quei “giovani” che pubblicamente si annuncia di voler aiutare. Una sorta di “attentato” al principio di eguaglianza e di equità, volto solo ad ottenere un brutale abbattimento contabile.


6) Dopo due giorni di sciopero a ottobre scorso, i giornalisti del Corriere della Sera si sono impegnati in una difficilissima trattativa sui temi sopra elencati. Una battaglia non per presunti privilegi, ma per la conferma di principi irrinunciabili se si vogliono mantenere qualità e libertà di informazione: indipendenza dei giornalisti anche attraverso la tutela da pressioni e mobbing; equità normativa e retributiva tra colleghi; retribuzione del lavoro. 


I giornalisti del Corriere della Sera, che sempre hanno continuato con più lavoro, più impegno e più sacrifici a produrre un quotidiano competitivo (oltre che utili), restano al tavolo della trattativa fermi su questi presupposti e non più disponibili a pagare per responsabilità che non hanno.


Il Cdr del Corriere della Sera 





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