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ROTTURA IN VIA SOLFERINO.
Redattori del Corriere della
Sera in stato di agitazione.
Ferruccio De Bortoli ha gettato
la maschera: sta con l’editore
che vuole abolire i vecchi
accordi aziendali e trattare
i redattori come birilli.
Il documento di mediazione
del direttore è un diktat: prendere o lasciare.
De Bortoli non vuole discutere
con il Cdr, ma sfida il CdR
e chiede “un confronto in
assemblea e un voto di fiducia
davanti a tutta la redazione”.
Franco Abruzzo: “De Bortoli evoca
un metodo populista/peronista:
scavalcare il sindacato significa
violare Costituzione e contratto”.

I fatti che hanno portato allo stato di agitazione sono questi: a) Lettera della Rcs al CdR: “Prevediamo anche la disdetta di una serie di trattamenti aziendali”; b) Documento di Ferruccio De Bortoli al CdR: “Visto lo stallo delle trattative, tenuto conto di molte delle vostre obbiezioni e osservazioni, vi sottoponiamo un documento di mediazione sul quale sono disponibile a un confronto in assemblea e a un voto di fiducia davanti a tutta la redazione”. Il condirettore Fontana precisa che "il nostro documento è una proposta di mediazione definita e non una nuova base di discussione". Dunque, una "proposta" da prendere o lasciare nella sua interezza. L’obiettivo segreto di Rcs è quello di trasferire la vertenza in sede nazionale, dove ritengono di trovare interlocutori più disponibili. Franco Abruzzo: “Se il padronato vince la battaglia di via Solferino, si preparano scenari drammatici per i giornalisti italiani. Ecco perché i giornalisti italiani devono schierarsi a fianco del Cdr e della redazione del Corriere della Sera. No al modello Pomigliano”. In coda tutti i documenti della “battaglia di via Solferino”

DI FRANCO ABRUZZO

Milano, 23 dicembre 2010. Da oggi  i giornalisti del Corriere della Sera sono in stato di agitazione dopo la rottura che  si è consumata tra il Cdr e l’azienda, tra il Cdr e il direttore Ferruccio De Bortoli schierato toto corde con i vertici societari. Ferruccio De Bortoli ha gettato la maschera: sta con l’editore che vuole abolire i vecchi  accordi aziendali e trattare i redattori come birilli. Il documento di mediazione del direttore è un diktat: prendere o lasciare. De Bortoli non vuole discutere con il Cdr, ma sfida il CdR  e chiede “un confronto in  assemblea e  un voto di fiducia davanti a tutta la redazione”. De Bortoli evoca un metodo populista/peronista: scavalcare il sindacato significa violare Costituzione e contratto. Nessuna sorpresa, ma coerena reazionaria. De Bortoli ha già scritto in una  celebre lettera al CdR: “Se non vi sarà accordo, i patti integrativi verranno denunciati, con il mio assenso. L'età del piombo è alle nostre spalle".


Ferruccio De Bortoli ha condito il suo diktat con l’offerta di assumere dieci giovani ogni anno a  patto che  il sindacato accetti lo smantellamenti dei patti aziendali dal 1973 ad oggi. In sostanza Marchionne fa proseliti in via Solferino. E’ problematico fare i giornali italiani in Cina, mentre è più facile trasportare la Cina a Milano. Rcs punta a un nuovo accordo “stile Pomigliano” con la cancellazione dei diritti. Ma una fabbrica dei giornali non è una “fabbrica di bulloni”. I giornalisti non possono essere spostati come sacchi di patate da un settore all’altro, occupandosi di tutti gli argomenti nell’arco dell’orario di lavoro giornaliero.  L’articolo 41 della Costituzione pone un limite fortissimo alla libertà dell’impresa, quello del rispetto della dignità  di chi lavora. L’articolo 41 non è come, dice Berlusconi, un articolo “sovietico” ma affonda le sue radici negli articoli 2 e 3 della Costituzione, in sintesi nel rispetto del valore inviolabile della dignità della persona (non dimenticando che il principio della dignità sociale precede l’uguaglianza). Il sindacato dei giornalisti si trova a giocare una partita decisiva, che ha  al centro la professione giornalistica così come l’abbiamo conosciuta e praticata finora. Viviamo una stagione difficile in un Paese dove le classi dirigenti non amano la libertà dei cronisti e dove, a livello legislativo, si tenta di  avvolgerla in lacci e lacciuoli. Abbiamo bisogno di un sindacato forte, lucido, razionale e  ragionevole. Bisogna far capire alla Rcs e al direttore del Corriere della Sera che i diktat non hanno futuro e che danneggiano gli interessi dell’azienda.


Documentiamo quello che è successo e che succede al Corriere attraverso i documenti (“carta canta”) che pubblichiamo integralmente. Riassumiano  i passaggi centrali della vertenza:


A) - 21 dicembre 2010: Rcs ha dapprima consegnato al CdR e successivamente sospeso una lettera nella quale spiegava “di voler agire tutte le vie disponibili compresa la disdetta di una serie di trattamenti aziendali”. Rcs ha anche specificato che "quando parliamo di disdette ne parliamo per i futuri assunti, mentre per gli attuali dipendenti dobbiamo ancora valutare se sarà un passo necessario". Dalla dichiarazione aziendale emerge che la disdetta riguarderebbe i seguenti istituti:


1)      indennità desk


2)      forfait altri media


3)      autovettura


4)      rimborso carburante.


Gli altri istituti (premio di risultato, scontrini, corso di lingua e stage) non possono essere al momento disdettati – scrive il CdR - perché contenuti nell'accordo sullo Stato di Crisi e quindi l'Azienda potrebbe eventualmente decidere di disdettarli solamente al termine del periodo regolamentato dall'accordo che arriva al 2016 per lo stage, al 2015 per gli scontrini, al 2011 per il premio di risultato. L'Azienda ha specificato che però questi istituti resterebbero validi "per la popolazione esistente" ma non per i nuovi assunti. Il Cdr ritiene al contrario che dovrebbero essere applicati anche ai nuovi assunti.


B) - Il Cdr, “rifiutando di aderire a pressioni ricattatorie e a ipotesi penalizzanti per il futuro del giornale e per la sua qualità e libertà”, denuncia quanto segue:


1. Perseguendo solo obiettivi come quello di una mobilità selvaggia per i giornalisti (declinabile come ovvio strumento di mobbing) e quello di una discriminazione retributiva e normativa dei futuri nuovi assunti, l’attuale management di Rcs Quotidiani si sta assumendo la responsabilità di abbandonare un tavolo di trattativa che avrebbe dovuto avere al suo centro lo sviluppo, anche multimediale, del Corriere della Sera.


2. Perseguendo gli stessi obiettivi, la Direzione abdica al suo ruolo di primus inter pares e di garante della redazione, e all’unisono con l’Azienda interrompe improvvisamente persino un tavolo al quale si stava lavorando in modo costruttivo e produttivo per migliorare il giornale.


3. La Direzione, che si pone all’esterno come protettrice dei “giovani”, in realtà – anche travalicando il terreno delle proprie prerogative – si erge a difesa della prospettiva aziendale di assumere nuovi redattori solo con contratti di grande sfavore rispetto ai giornalisti in forza oggi.


4. La Direzione ha ingiustificatamente etichettato come “privilegiati” i suoi giornalisti, che da un anno e mezzo affrontano con grandi sacrifici economici e lavorativi uno stato di crisi del quale non sono in alcun modo responsabili. Questo mentre ha accettato l'abolizione di strumenti di lavoro utili al giornale come le automobili di servizio per degradarle a status symbol. I giornalisti del Corriere non hanno più a disposizione autisti per arrivare prima della concorrenza sul luogo di un delitto o un fatto di cronaca improvviso, come la forza e il prestigio del Corriere richiederebbero. Invece sia nella sede di Milano sia di Roma un buon numero di autisti (anche se non utilizzati) restano a esclusiva disposizione della Direzione per i suoi spostamenti.


C) I fatti che hanno portato allo stato di agitazione sono questi: a) Lettera della Rcs al CdR: “Prevediamo anche la disdetta di una serie di trattamenti aziendali”;  b) Ferruccio De Bortoli al CdR: “Visto lo stallo delle trattative, tenuto conto di molte delle vostre obbiezioni e osservazioni, vi sottoponiamo un documento di mediazione sul quale sono disponibile a un confronto in assemblea e a un voto di fiducia davanti a tutta la redazione”. Il condirettore Fontana precisa che "il nostro documento è una proposta di mediazione definita e non una nuova base di discussione". Dunque, una "proposta" da prendere o lasciare nella sua interezza.


Se il padronato vince la battaglia di via Solferino, si preparano scenari drammatici per i giornalisti italiani. Ecco perché i giornalisti italiani devono schierarsi a fianco del Cdr  e della redazione del Corriere della Sera. Non può vincere una lettura del contratto di lavoro  che infrange valori fondamentali della nostra Costituzione. No al modello Pomigliano.


FRANCO ABRUZZO


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Ed ecco i  documenti al centro della scontro pubblicati nella loro completezza:


1. Il  comunicato sindacale del CdR pubblicato il  23 dicembre 2010: “I giornalisti del Corriere della Sera sono in stato di agitazione”.


Cari lettori,    riteniamo doveroso informarvi che da oggi i giornalisti del Corriere della Sera sono in stato di agitazione, e spiegarvene i motivi.


Dalla fine di settembre la redazione, tramite i suoi rappresentanti sindacali, è impegnata in un serrato confronto con Direzione e Azienda: sia su temi attinenti le modalità di lavoro (in particolare la multimedialità); sia su principi e tutele che garantiscono l’indipendenza dei giornalisti e, di conseguenza, dell’informazione che ogni giorno vi viene presentata.


L'ingiustificato attentato a questi principi di garanzia, perpetrato dalla Direzione e dall’Azienda, ha provocato due giorni di sciopero nel mese di ottobre. In seguito le trattative sono riprese. Ma, mentre l’organismo sindacale (il Cdr) tentava una negoziazione, le altre parti sono restate graniticamente ferme alle posizioni iniziali, minacciando anche di tagliare importanti componenti retributive qualora la redazione non avesse accettato l’abolizione di fondamentali tutele di libertà e la discriminazione contrattuale dei futuri nuovi assunti. Materie che la Direzione ha ripresentato intatte ancora una volta ieri, mascherandole dietro un testo “di mediazione” che però si è subito rivelato da prendere o lasciare nella sua interezza.


Il Cdr, rifiutando di aderire a pressioni ricattatorie e a ipotesi penalizzanti per il futuro del giornale e per la sua qualità e libertà, denuncia quanto segue:


1. Perseguendo solo obiettivi come quello di una mobilità selvaggia per i giornalisti (declinabile come ovvio strumento di mobbing) e quello di una discriminazione retributiva e normativa dei futuri nuovi assunti, l’attuale management di Rcs Quotidiani si sta assumendo la responsabilità di abbandonare un tavolo di trattativa che avrebbe dovuto avere al suo centro lo sviluppo, anche multimediale, del Corriere della Sera.


2. Perseguendo gli stessi obiettivi, la Direzione abdica al suo ruolo di primus inter pares e di garante della redazione, e all’unisono con l’Azienda interrompe improvvisamente persino un tavolo al quale si stava lavorando in modo costruttivo e produttivo per migliorare il giornale.


3. La Direzione, che si pone all’esterno come protettrice dei “giovani”, in realtà – anche travalicando il terreno delle proprie prerogative – si erge a difesa della prospettiva aziendale di assumere nuovi redattori solo con contratti di grande sfavore rispetto ai giornalisti in forza oggi.


4. La Direzione ha ingiustificatamente etichettato come “privilegiati” i suoi giornalisti, che da un anno e mezzo affrontano con grandi sacrifici economici e lavorativi uno stato di crisi del quale non sono in alcun modo responsabili. Questo mentre ha accettato l'abolizione di strumenti di lavoro utili al giornale come le automobili di servizio per degradarle a status symbol. I giornalisti del Corriere non hanno più a disposizione autisti per arrivare prima della concorrenza sul luogo di un delitto o un fatto di cronaca improvviso, come la forza e il prestigio del Corriere richiederebbero. Invece sia nella sede di Milano sia di Roma un buon numero di autisti (anche se non utilizzati) restano a esclusiva disposizione della Direzione per i suoi spostamenti.


Il Cdr, respingendo anche i ricatti economici mossi da Azienda e Direzione, ribadisce il proprio impegno per la difesa di principi di indipendenza e di uguaglianza che garantiscono la libertà dell’informazione del Corriere della Sera, con la convinzione di affrontare una battaglia anche per l'intera categoria.


Allo stesso tempo, il Cdr fa ancora una volta appello al senso di responsabilità di Direzione e Azienda, perché abbandonino atteggiamenti ideologici o puramente contabili che nulla hanno a che vedere con la salute, l’etica e la qualità del Corriere; e perché tornino invece a un sano percorso di negoziazione centrato soltanto sul bene del Corriere e sul suo sviluppo.


Il Comitato di Redazione del Corriere della Sera (Paola D'Amico, Daria Gorodisky, Andrea Nicastro, Mario Pappagallo, Maria Rosaria Spadaccino)


 


2. Proclamazione dello stato di agitazione. I fatti che hanno portato allo stato di agitazione: a) Lettera della Rcs al CdR: “Prevediamo anche la disdetta di una serie di trattamenti aziendali”;  b) Documento di Ferruccio De Bortoli al CdR: “Visto lo stallo delle trattative, tenuto conto di molte delle vostre obbiezioni e osservazioni, vi sottoponiamo un documento di mediazione sul quale sono disponibile a un confronto in assemblea e a un voto di fiducia davanti a tutta la redazione”. Il condirettore Fontana precisa che "il nostro documento è una proposta di mediazione definita e non una nuova base di discussione". Dunque, una "proposta" da prendere o lasciare nella sua interezza. Il documento di De Bortoli.


 


Cari colleghi, in seguito agli ultimi sviluppi del confronto con Azienda e Direzione il Cdr dichiara da subito aperto lo stato di agitazione, annuncia la pubblicazione di un comunicato sul giornale e convoca per domani alle 16 l'assemblea dei delegati.


Questi i fatti.


A. In mattinata il Cdr ha ricevuto dall'Azienda la seguente comunicazione.


Gentili Signore/i, abbiamo preso atto della vostra proposta relativa alla trattativa in corso.


Purtroppo dobbiamo registrare che i punti illustrati:


        la richiesta di privare per 10 (!) anni l'azienda di una prerogativa gestionale come l'eventuale richiesta di stati di crisi;


        la indisponibilità a qualsiasi forma di ridiscussione della prassi relativa alla mobilità, ma anzi la richiesta di riaffermare per intero ciò che proprio la lettera del Direttore aveva chiesto di ridiscutere;


        infine la concessione di un salario d'ingresso differenziato solo temporaneamente e per soli due anni rispetto alle posizioni da noi illustrate al tavolo in questi mesi sono tali da non rendere possibile una nostra controproposta.


Ci vedremmo quindi costretti a riproporre la strada delineata ieri pomeriggio che prevede di agire tutte le vie disponibili per perseguire gli obiettivi indicati, ivi compresa la disdetta di una serie di trattamenti aziendali.


Abbiamo informato la Direzione che ci ha chiesto e ottenuto di mantenere sospeso questo intendimento per fare le opportune valutazioni e offrire il proprio contributo.


RCS Quotidiani


 


A distanza di 50 minuti giungeva dalla Direzione una richiesta di incontro. L'incontro si è tenuto alle ore 16 presenti l'intero Cdr, il direttore Ferruccio de Bortoli e il condirettore Luciano Fontana.


Il direttore ha sostenuto che "visto lo stallo delle trattative, tenuto conto di molte delle vostre obbiezioni e osservazioni, vi sottoponiamo un documento di mediazione sul quale sono disponibile a un confronto in assemblea e a un voto di fiducia davanti a tutta la redazione".


Alla richiesta di chiarimenti, il direttore ha affermato di non essere disponibile al confronto con il Cdr, delegando il condirettore Fontana.


Dopo un consenso e poi un rifiuto, Fontana è tornato brevemente al tavolo specificando che "il nostro documento è una proposta di mediazione definita e non una nuova base di discussione".


Dunque, una "proposta" da prendere o lasciare nella sua interezza, anche nelle parti di competenza esclusivamente aziendale.


 Il Cdr ha chiesto invano a Fontana di proseguire il negoziato relativo alla multimedialità e alla pianta organica già avviato in questi due mesi.


Il Cdr ritiene che il testo di oggi ripresenti inalterati temi qualificanti come l'ingresso della mobilità coatta (come si legge, nel capitoletto "mobilità", al punto 5  che di fatto annulla i quattro precedenti), e giudica quindi inaccettabile l'intero pacchetto. Il Cdr prende atto che la Direzione abdica al suo ruolo, e offre un documento che solo in maniera fittizia si pone come ponte tra Redazione e Azienda, ma che in realtà risponde esclusivamente alle richieste aziendali.


Il Cdr è restato per quasi tre mesi al tavolo delle trattative, con la pervicace volontà di lavorare per il bene del giornale e della redazione. Ora, invece, Direzione e Azienda si assumono in toto la responsabilità della rottura delle trattative.


B. Ecco il documento della Direzione:


MULTIMEDIALITÀ


Il lavoro dei redattori della carta sarà obbligatorio per quanto riguarda la segnalazione, la scrittura e i collegamenti audio in rapporto ad una notizia che si sta seguendo o di cui si è competenti. Tutta la redazione parteciperà per questo ai corsi di formazione professionale legati alla scrittura e alla conoscenza del mondo digitale.


Sarà invece volontaria la partecipazione ai corsi di formazione professionale per la parte video così come il lavoro per l’uso della videocamera durante i servizi e la partecipazione in video alle produzione del Corriere-tv I redattori attualmente in carica alla redazione del quotidiano di carta non si occuperanno del lavoro di desk per l’online, non seguiranno l’aggiornamento delle notizie sul Corriere.it in base al flusso delle agenzie e non opereranno sul sistema Methode.


L’uso dell’interfaccia tra Hermes e Methode sarà limitato per i giornalisti del quotidiano alla scrittura dei pezzi e dei contributi per l’online, senza occuparsi dei titoli, salvo per i coordinatori tra carta e online individuati nei vari desk. La messa in pagina sarà di pertinenza esclusiva della redazione online nelle sue articolazioni


Redazioni integrate:


1.  La redazione Salute della carta sarà integrata con la presenza del redattore dell’online che segue il canale mentre ai giornalisti del cartaceo saranno riservate le funzioni di scrittura anche per l’online. I due mezzi, carta e web, saranno coordinati dal caporedattore del Salute.


1.  La redazione Motori della carta sarà integrata con un redattore dell’online (tramite bando o assunzione legata al progetto di sviluppo) con il coordinamento affidato al capo della redazione. Identiche le modalità per la scrittura dei pezzi sul web.


1.  La redazione Cronaca di Milano della carta sarà integrata con la redazione Milano online da strutturare con 3 unità d’organico (un responsabile, il redattore attualmente all’online e una nuova unità da selezionare tramite bando o assunzione legata al progetto di sviluppo). Le funzioni di produzione del sito saranno svolte dalla redazione Milano online mentre i giornalisti del cartaceo parteciperanno con la scrittura di articoli, analisi, collegamenti audio  e servizi video (in questo ultimo caso se hanno aderito volontariamente).


1.  La redazione Cronaca di Roma della carta sarà integrata con la redazione online di Roma che si occuperà, sotto la guida dell’attuale responsabile, della produzione del sito e degli eventuali servizi per l’online nazionale. La redazione attuale della carta della cronaca di Roma parteciperà con le stesse modalità indicate per Milano.


In coerenza con tale progetto abbiamo chiesto all’Editore di procedere all’esame con il CdR delle esigenze formative, di addestramento e di aggiornamento professionale correlate.


NUOVI ASSUNTI


Per i giornalisti che saranno assunti in futuro, indipendentemente dalle sedi, saranno previsti, in aggiunta al trattamento minimo del CNLG, a far data dall’anzianità aziendale:


a partire dal 1° anno il Premio di Risultato, i buoni libro e gli attuali abbonamenti ai Periodici; a partire dal 4° anno i corsi di lingua a partire dal 6° anno l’aggiornamento professionale con i criteri da concordare con l’azienda.


Il trattamento dei giornalisti attualmente in pianta organica resterà inalterato in tutte le sue parti.


La Direzione ha chiesto all’Azienda di non procedere a dichiarazioni di stato di crisi per tutto il periodo del Piano strategico triennale 2011-2013, a meno di significativi mutamenti negativi delle condizioni di mercato previste come base dello stesso piano.


La Direzione vuole mettere a punto per le future assunzioni un bando aziendale da pubblicizzare sia sulla carta che sull'online per  avviare una selezione trasparente delle migliori professionalità e dei giovani presenti sul mercato o nelle scuole di giornalismo. Questa selezione potrà essere effettuata da una commissione a cui verrà invitato a partecipare un rappresentante della redazione.


AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE


Per quanto riguarda  l'aggiornamento professionale, tramite gli stage, la direzione ritiene che vadano richiamate le regole dell'accordo originario.  . Regole che permetteranno un aggiornamento più rigoroso e utile alla crescita professionale di tutta la redazione.


CRITERI PER LA MOBILITÀ


1)      Nel periodo di inserimento i nuovi assunti dovranno ruotare tra le redazioni di Cronaca locale di Milano o di Roma, la redazione Interni di Milano e la redazione Online. Il periodo di formazione è di un anno per ciascuna redazione più due anni a scelta della Direzione.


2)      L’utilizzo dei bandi resta un importante strumento di mobilità interna. Il tempo di risposta sarà di una settimana.


3)      Per la copertura di posti vacanti o per rispondere a esigenze professionali che si aprono nelle redazioni la Direzione si impegna prioritariamente a scegliere forze interne al giornale attraverso i bandi. Perché la scelta possa soddisfare le esigenze di qualità la Direzione è impegnata a promuovere sentieri di carriera e specializzazione all'interno di tutte le redazioni.


4)      Su posizioni specialistiche o di dirigenza in qualunque parte del giornale la Direzione continuerà a scegliere internamente o dal mercato, inquadrando i nuovi colleghi con i tradizionali gradi di direzione dei desk (capo servizio, etc) e impegnandosi a promuovere le nuove qualifiche di scrittura (redattore esperto, etc) previste dal contratto.


5)      Nel caso i bandi vadano deserti e non ci sia la possibilità di coprire posti vacanti con i giovani in formazione oppure la Direzione non ritenga le candidature adeguate, si decideranno trasferimenti a norma di contratto, motivandoli per iscritto e impegnandosi a una verifica al termine di un periodo di 24 mesi.


Il Cdr


 


3. 21 dicembre 2010: Rcs ha dapprima consegnato al CdR e successivamente sospeso una lettera nella quale spiegava di voler agire tutte le vie disponibili compresa la disdetta di una serie di trattamenti aziendali. L'Azienda ha anche specificato che "quando parliamo di disdette ne parliamo per i futuri assunti, mentre per gli attuali dipendenti dobbiamo ancora valutare se sarà un passo necessario".


Cari colleghi, ieri sera il Cdr ha ricevuto dall'Azienda una richiesta di incontro per "comunicazioni urgenti". L'incontro si è tenuto questo pomeriggio.


L'Azienda ha dapprima consegnato e successivamente sospeso una lettera nella quale spiegava di voler agire tutte le vie disponibili compresa la disdetta di una serie di trattamenti aziendali.


Alla richiesta di spiegazione, l'Azienda ha specificato che non si trattava di una disdetta dei patti integrativi, ma solo dell'annuncio di tale lettera.


Secondo l'Azienda, nel caso la lettera di disdetta dovesse essere effettivamente consegnata, si aprirebbe "un periodo congruo" (valutato dall'Azienda in sei mesi) nel quale "gestire un passaggio di negoziazione" tra le parti. Se la negoziazione non dovesse concludersi con l'accordo delle parti, anche il valore dei diversi accordi integrativi sarebbe affidata ad una figura terza (il giudice).


L'Azienda ha anche specificato che "quando parliamo di disdette ne parliamo per i futuri assunti, mentre per gli attuali dipendenti dobbiamo ancora valutare se sarà un passo necessario".


Da dichiarazione aziendale, la disdetta riguarderebbe i seguenti istituti:


1)      indennità desk


2)      forfait altri media


3)      autovettura


4)      rimborso carburante.


Gli altri istituti (premio di risultato, scontrini, corso di lingua e stage) non possono essere al momento disdettati perchè contenuti nell'accordo sullo Stato di Crisi e quindi l'Azienda potrebbe eventualmente decidere di disdettarli solamente al termine del periodo regolamentato dall'accordo che arriva al 2016 per lo stage, al 2015 per gli scontrini, al 2011 per il premio di risultato. L'Azienda ha specificato che però questi istituti resterebbero validi "per la popolazione esistente" ma non per i nuovi assunti. Il Cdr ritiene al contrario che dovrebbero essere applicati anche ai nuovi assunti.


Il cdr ha replicato che la redazione è pronta a contrastare in tutti i modi e presso tutte le sedi le ipotesi ventilate dall'Azienda e che la delegazione aziendale si stava assumendo la responsabilità di innescare una forte e inedita conflittualità all'interno del Corriere. Il Cdr ha chiesto e ottenuto la sospensione della lettera di annuncio della disdetta proponendo di continuare la trattativa sulla base di questi quattro punti:


1)      Vincolare per 10 anni eventuali stati di crisi a due anni di bilancio in rosso


2)      Una lettera del direttore che confermi il rispetto delle prassi e degli accordi interni al Corriere.


3)      Salario d'ingresso ridotto per i nuovi assunti che venga equiparato a quello dell'intera popolazione giornalistica dopo due anni


4)      Disponibilità a trattare la multimedialità con i tempi e i modi necessari, senza saltare passaggi tecnici e redazionali.


L'Azienda ha ringraziato per il tentativo di riportare la trattativa ad un percorso negoziale per poi affermare che, "mentre sulla multimedialità ci sembra di essere già più avanti, sugli altri tre punti si è molto lontani dal punto di partenza aziendale".


L'Azienda si è riservata di valutare le controproposte del Cdr e fornire una risposta domani.


Il Cdr riferirà alla Redazione.


Il Cdr


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Leggi tutto in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5941


Rcs quotidiani e Cdr del Corriere della Sera:


“E’ rottura”. La direzione aziendale: ”Ci riserviamo,


sentita la Direzione, di decidere come procedere”.


Lunedì l’assemblea di redazione del quotidiano


risponderà ai "progetti" di Antonio Perricone, che,


mentre annuncia 75 milioni di dividenti, non esclude


“altri piani di prepensionamento” con cacciata di redattori. La


“Gazzetta dello Sport trattata come un parente povero


e lasciata senza investimenti.


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Leggi tutto in http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5578


Due giorni di sciopero subito (e 5 programmati) al Corriere della Sera.


Sulla multimedialità la trattativa diventa subito scontro asprissimo.


E’ rivolta contro il direttore Ferruccio de Bortoli,


che ha scritto: “Se non vi sarà accordo, i patti


integrativi verranno denunciati, con il mio


assenso. L'età del piombo è alle nostre spalle".


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