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Stampa

IL SOLE 24 ORE
Su 250 redattori
appena 12 esprimono
sostegno a Gianni Riotta.
Come liquidazione
gli spettano 25 stipendi
in base al nuovo Cnlg.

di Francesco M. De Bonis

Milano, 15 gennaio 2011. Finisce in burletta il documento a sostegno di Gianni Riotta ispirato dallo stesso direttore del Sole-24 Ore e scritto da tre dei suoi fedelissimi, uno dei quali, il più furbo, si è pure guardato dal firmarlo. A sottoscriverlo sono stati soltanto in dodici (su circa 250 giornalisti) e tra questi non un vicedirettore, non un caporedattore centrale e un solo caporedattore di settore (quello dell’on line). In realtà i fedelissimi hanno abbandonato la nave che affonda, lasciando soli sulla tolda il comandante Johnny e qualche suo eroico kamikaze che continua a combattere come quei giapponesi ai quali nessuno aveva detto che la guerra era finita. Agli arditi che hanno cercato fino all’ultimo di far passare il documento, chiamando a firmarlo uno ad uno i redattori più deboli, il Cdr ha fatto capire che non era il caso di continuare, perché una spaccatura della redazione avrebbe portato a una nuova conta con la stragrande maggioranza dei giornalisti schierata in modo compatto contro la più disastrosa direzione della storia del Sole-24 Ore. Il tabloid è comunque affondato ieri sera prima ancora del suo proponente, dopo che il comitato di presidenza aveva rinnovato a Riotta una fiducia di facciata, subordinandola proprio alla rinuncia del cambio di formato. Nel clima da 25 luglio che si respira ormai al terzo piano di Via Monte Rosa s’inserisce anche lo sgradevole incontro di ieri sera tra il direttore e l’amministratore delegato, Donatella Treu. I giornalisti hanno potuto vedere attraverso le grandi vetrate disegnate da Renzo Piano una Treu livida e sbraitante con l’indice puntato come un fioretto contro Riotta. Grandi alleati fino a qualche settimana fa, i due sono diventati acerrimi nemici negli ultimi giorni dopo che Riotta è andato a riferire, prima al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e poi ai giornalisti amici "esterni", nell’ultimo disperato tentativo di salvare poltrona e stipendio, che la colpa dei guai suoi e del Sole-24 Ore ricadeva sull’amministratrice delegato. L’idillio è finito nel peggiore dei modi. Oggi al Sole-24 Ore è arrivato anche Roberto Iotti, che qualche mese fa ha preso l’aspettativa, dopo essere stato nominato segretario di redazione, per ricoprire l’incarico di capo ufficio stampa della Confindustria. In attesa di essere ricevuto dal direttore, Iotti durante la lunga anticamera ha avuto modo di incontrare i vicedirettori e il caporedattore centrale, Mauro Meazza. La redazione resta in attesa del consiglio direttivo di Confindustria di venerdì prossimo, che dovrebbe tenersi prima della riunione del consiglio d’amministrazione. Da qui ad allora Marcegaglia potrebbe aver individuato il sostituto di Riotta e risolto il nodo della sua liquidazione. Per la successione circolano anche i nomi di due interni: i vicedirettori Edoardo De Biasi ed Elia Zamboni, che potrebbero agire in tandem, il primo come direttore e il secondo come condirettore, o viceversa. Ma l’azionista avrebbe già dato pollice verso ritenendoli corresponsabili delle scelte di Riotta. In effetti la vicedirezione ha sempre avallato le scelte del direttore ed è stata anche in prima linea nel firmare diversi mesi fa un documento ispirato dal solito Riotta contro il Cdr, che aveva denunciato l’inadeguatezza informativa del giornale sullo scandalo Scajola. L’unica vera candidatura resta per il momento quella di Roberto Napoletano.


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Riotta verso l'addio, si trattano i dettagli



 


 


Ancora in discussione la buonuscita del direttore del Sole (25 stipendi in base al nuovo Cnlg).


Milano, 15 gennaio 2011. Stando ai boatos, Gianni Riotta presto non sarà più direttore del Sole 24 Ore. Avrebbbe dovuto dimettersi il 14 gennaio, ma la trattativa con il top management del quotidiano della Confindustria s'è bloccata sui dettagli economici della buonuscita. Sotto la sua direzione, il quotidiano di Confindustria ha perso in due anni quasi 50 mila copie, e gli abbonati sono scesi sotto i 100 mila. Nel 2009 persi 52 milioni di euro e nei primi nove mesi del 2010 la perdita si è aggravata di altri 24 milioni. Il nodo cruciale resta quello del


restyling del giornale. Il progetto di Riotta prevedeva la trasformazione del formato dello storico quotidiano in tabloid. Una scelta che farebbe crollare la pubblicità e che a oggi non convince del tutto i giornalisti di via Monterosa, in sciopero


il 13 gennaio. In un ultimo disperato tentativo, Riotta ha scaricato le colpe del 'disastro' su Donatella Treu, l'amministratore delegato della casa editrice. È quindi ancora aperta la trattativa sui tre anni di buonuscita che l'ormai ex direttore del quotidiano finanziario avrebbe chiesto per lasciare l'incarico.


 


 


 



 



 


 



 


 



 



 



 






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